giovedì 2 febbraio 2017

Brexit: sì della Camera dei Comuni ad avvio negoziati

Primo voto favorevole al governo May in Parlamento
E Brexit sia. La Camera dei Comuni ha dato il via libera al testo di legge governativo che scioglie le mani alla premier Theresa May per avviare il negoziato per il divorzio formale della Gran Bretagna dall'Ue attraverso la notifica dell'articolo 50 del Trattato di Lisbona. Il dibattito è durato due giorni scarsi e si è giocato su alcuni emendamenti presentati dalle opposizioni per tentare di inserire, se non altro, qualche paletto sulla strada della Brexit senza compromessi (con annessa uscita dal mercato unico) delineata qualche giorno fa dalla stessa May. Ma alla fine quel che conta è il nettissimo voto finale: 498 a 114 per la legge di appena due commi presentata dall'esecutivo. Un sì al governo che nelle dichiarazioni di molti deputati è stato soprattutto un sì alla "volontà popolare" espressa nel referendum di giugno. Ora non c'è che lo scoglio del passaggio alla House of Lords - la Camera dei nominati, libera da vincoli elettorali e assai più eurofila del Paese reale - ma in caso di modifiche l'ultima parola resterà ai Comuni. Insomma, il dado è tratto, o quasi: si va spediti verso la strategia che Theresa May ha già fissato. L'articolo 50 dovrebbe scattare entro fine marzo, per dare poi spazio a due anni di negoziati che nelle intenzioni della premier si pongono a questo punto l'obiettivo d'un taglio netto con Bruxelles (e col mercato unico caro alla City) accompagnato possibilmente da un accordo transitorio e da una nuova intesa doganale senza dazi. Sempre a patto che gli altri 27 ci stiano: in caso contrario lo spettro è quello d'un divorzio duro, regolato a livello commerciale dalle sole norme generali del Wto, che Downing Street mostra comunque di non temere.
Non senza minacciare, se necessario, un'ipotetica guerra fiscale con eventuale trasformazione del Regno Unito in paradiso offshore. Certo, questi sono gli slogan. In attesa di avere un minimo di dettagli in più (e magari qualche ammorbidimento) nel 'libro bianco' che la stessa premier ha promesso al Parlamento su pressione delle opposizioni e la cui uscita ha annunciato per domani (oggi, ndr). Ma il voto - sebbene imposto a un governo riluttante dal verdetto della Corte Suprema - sembra confermare che, almeno per il momento, May in patria ha campo libero. Continua a leggere…..