martedì 7 febbraio 2017

Dal mercato ambulante al piccolo schermo: “Il mio secondo lavoro è lo spettatore negli studi televisivi”

L’acquese Paolo Ranieri ha un banco di ferramenta, ma di sera frequenta i programmi tv
L’altra mattina era al mercato a Ovada, dietro il banco di ferramenta che era dei suoi nonni, e alla sera già a Sanremo, a prepararsi per una settimana che sarà un tour de force. Quella del Festival, che Paolo Ranieri, origini di Bistagno e casa ad Acqui, non vivrà da concorrente ma da spettatore. In sala, ovviamente. Perché quello è il suo secondo lavoro, quando, parcheggiato il furgone in garage, si infila blazer e papillon per correre a Milano e trasformarsi in figurante della tv.  Ha cominciato due anni fa, nella trasmissione Mattino 5 di Federica Panicucci. Da allora, basta aguzzare la vista per vederlo alle spalle di show girl e conduttori, seduto nel pubblico. Nelle prime file, vista l’esperienza. A Pomeriggio 5, con Barbara D’Urso («una star e una grande professionista»), compare ogni lunedì, giorno libero da impegni. Ma lo si è visto a Che tempo che fa, su Rai 3, a Detto Fatto su Rai 2. L’altra settimana non si è fatto mancare la prima puntata dell’Isola dei Famosi, su Canale 5, e questa sarà a Verissimo e al Festival, dov’è stato assoldato come steward, per riempire le poltrone vuote. Paolo per 15 anni ha fatto l’impiegato a Canelli. Poi, due anni fa, chiusa l’azienda per cui lavorava, ha iniziato ad affiancare il fratello Andrea nel banco di famiglia. Ritmi tosti: sveglia alle 5 e ogni mattina una piazza diversa, da Acqui a Ovada, passando per Cairo. Due anni fa, vecchi contatti milanesi di quando, a 18 anni, aveva bazzicato l’ambiente della moda, gli hanno proposto nuove collaborazioni e lui, iscritto all’agenzia MyAgency, ha detto «sì». Così è nata la collaborazione con Mediaset, dove si sente a casa, e con la Rai: «All’inizio è stato imbarazzante, in uno studio tv non c’ero mai stato. Adesso mi muovo con disinvoltura».  «Qualcuno potrebbe farsi un’idea sbagliata di me ma chi mi conosce sa chi sono. Per fortuna, a tenermi coi piedi per terra c’è il banco di ferramenta, la mia vita vera, lontana anni luce dal mondo della tv - commenta -. Non la fermerà neppure il Festival: alla sera sarò all’Ariston, al mattino correrò al mercato».