giovedì 23 febbraio 2017

Grillo sente i suoi esperti e poi decide al posto di Raggi: “È finita l’epoca dei meet up”

Poi in un videomessaggio chiede al governo più soldi per la Capitale
Beppe Grillo è la sintesi. Nel M5S, il Capo arriva, mette a tacere le divisioni delle sue tribù e poi decide. Comunque decide sempre lui. Il metodo 5 Stelle diventato prassi trova la sua ennesima dimostrazione sullo stadio della Roma.  A Grillo era rimasto come un ronzio in testa, quando tra le ragioni elencate dai contrari allo stadio di Tor di Valle gli era stata confermata l’esistenza di un possibile pericolo idrogeologico. E così, per vederci ancora più chiaro, ha cercato conforto nel parere di altri periti. Secondo quanto riferiscono fonti vicine al leader, a Tor Di Valle sarebbero arrivati un geologo e un architetto per supervisionare l’area. Il risultato è stato comunicato da Grillo alla sindaca Virginia Raggi: «Il rischio di esondazione del Tevere è più alto del previsto. Lo stadio va fatto altrove, altrimenti non lo facciamo». E buonanotte a un progetto su cui si lavora da cinque anni e alla «pubblica utilità» fissata nel 2014 dalla giunta di Ignazio Marino.  Quel vincolo della soprintendenza che sembrava una bizzarria dal tempismo perfetto, a protezione di un ippodromo fantasma devastato dall’incuria, è stato provvidenziale per il M5S. Il vincolo architettonico e il rischio idrogeologico, già previsto nel piano presentato alla Conferenza dei servizi che si chiude il 3 marzo, sono la scusa perfetta per far saltare tutto e per metterli al riparo dalle penali milionarie che impensierivano Raggi. Inoltre, negli incontri in Campidoglio di ieri, prima da solo con la sindaca, poi in un confronto senza di lei con tutti i consiglieri e i presidenti di municipio grillini, Grillo ha capito una cosa fondamentale: la maggioranza di loro, lo stadio, se fatto secondo il piano dell’As Roma e dei costruttori Parnasi, non lo vuole. Anzi i consiglieri sono pronti a votare una delibera che annulli quella precedente di Marino, come richiesto dagli attivisti che martedì erano in piazza, snobbati da Raggi.  Continua a leggere……