martedì 28 febbraio 2017

La povertà aumenta tra le famiglie giovani e numerose

Fino a 10 anni fa i nuclei con maggiori difficoltà erano quelli più anziani. Oggi la situazione risulta ribaltata e le pensioni hanno spesso contribuito ad attutire la crisi. A soffrire di più sono le famiglie più giovani; e maggiore è il numero di figli minori, più è probabile che ci si trovi in povertà assoluta.Peggiorano tutti gli indicatori economici per le famiglie italiane. Quelle in povertà assoluta sono passate dal 3,6% a oltre il 6% del totale. Ma questo aumento, pur generalizzato, ha colpito in particolare i nuclei più giovani e quelli più numerosi. Classificando le famiglie italiane in base all’età della persona di riferimento – categoria che l’Istat usa per sostituire quella, vetusta e non più valida giuridicamente, di capofamiglia – si vede che nel 2005 non c’era una grossa differenza tra le varie fasce d’età rispetto all’incidenza della povertà assoluta. Quelle più colpite, erano le famiglie più anziane (5% in povertà assoluta), seguite da quelle con persona di riferimento sotto i 34 anni (3,2%).Con la crisi, la situazione si è ribaltata. Nel 2015 il 10,2% delle famiglie più giovani si trova nell’indigenza assoluta, con una crescita di 7 punti percentuali. Situazione difficile anche per molti nuclei con persona di riferimento tra i 35 e i 54 anni, in cui l’incidenza della povertà si aggira attorno all’8%. Invece per le famiglie più anziane, sopra i 65 anni, il dato è migliorato: la quota di indigenti è scesa al 4%. Continua a leggere……