giovedì 23 febbraio 2017

Libia, la cellula tunisina guida la riscossa dell’Isis

Dopo la fuga da Sirte, i jihadisti si riorganizzano a Sud e nell’Ovest. Patto con Al Qaeda , sabotaggi e guerriglia per minare la sicurezza
Ritirata nell’entroterra, infiltrazione di traffici illeciti, attentati circoscritti e rimescolamento con Al Qaeda. Dopo la caduta di Sirte lo Stato islamico in Libia ha cambiato strategia luoghi e forse pelle. Il 18 gennaio scorso caccia americani B-2, sotto la regia di Africom e in cooperazione col Governo di accordo nazionale, hanno bombardato un campo di addestramento a 45 km a Sud-Ovest di Sirte uccidendo almeno 85 terroristi dell’Isis. È stata la prima azione dopo i quattro mesi di raid sulla capitale del Califfato nero nel Maghreb, capitolata la quale i terroristi di Abu Bakr al-Baghdadi sono fuggiti a Sud, nelle aree di Bani Walid, Skhir, Ghariyat, Ghirza, alterando sembianze e spostandosi da un luogo all’altro per non essere individuati. Tra loro c’è una prevalenza dei soliti tunisini, poi algerini, yemeniti, sauditi, bahreiniti (attenzione a questa componente), anche europei, e per quanto riguarda l’Africa somali, nigeriani, chadiani, e infine alcuni elementi cinesi particolarmente esperti nell’uso di esplosivi.  Continua a leggere……