martedì 28 febbraio 2017

Matteo Renzi, il Virus malefico, by Giovanni Tufano

by Giovanni Tufano. Alessandria
Quello, che anche il più sprovveduto degli osservatori politici poteva prevedere, si è realizzato, è di fatto iniziato il disfacimento del P.D. Il sogno dei padri fondatori, i Bersani, Prodi, D’Alema, Bindi,Franceschini, ecc, per creare una unione tra due forze politiche, gli ex D.S. e La Margherita, che avrebbero dovuto rappresentare una duratura e concreta base, su cui realizzare le riforme, per rendere il nostro paese più moderno,coeso, equilibrato e giusto, al servizio di una intera comunità, per dare garanzie ai giovani di un futuro certo, ha lasciato spazio alle divisioni, all’egoismo, all’arroganza, alla incapacità di svolgere un ruolo di equilibrio, che un segretario di un partito deve possedere, dimostrando i lati più oscuri dell’arroganza e della presunzione. In una cosa il nostro personaggio è stato abile, come un virus distruttivo è entrato in un contesto di persone sostenute da un progetto chiaro, condiviso da milioni di sostenitori in cui credevano. 
Con la sua corte di nullità, confermava il progetto iniziale, per poi applicare una politica completamente estranea a quanto inizialmente programmato. Applicava una politica, patrimonio della destra, proponendo progetti imbarazzanti falliti su tutta la linea. 
Buttati via circa diciotto miliardi di euro, per ottenere un effimero consenso elettorale, vedi gli ottanta euro, distribuiti a pioggia, tranne a chi ne aveva veramente bisogno, la distruzione del mercato del lavoro, non si riesce più ad avere un contratto a tempo indeterminato, la regola è quella di assunzioni a 30/40 giorni, per poi dare continue proroghe, sempre a tempo determinato, senza un futuro certo per i giovani e ai meno giovani. 

Il furto perpetrato, ai pensionati senza più concedere la perequazione di legge, di cui si sono guadagnati dopo anni di contribuzione, i contributi di solidarietà solo a alcune categorie, violando in modo palese la costituzione, e non mi riferisco alle pensioni d’oro, che nella legge finanziaria 2017 sono stati aboliti. Il progetto del Partito Democratico con segretario e candidato Presidente del Consiglio, Pier Luigi Bersani, per cui milioni di italiani hanno votato, non prevedevano la riforma della costituzione, ma la banda Renzi e soci hanno paralizzato, tempo e risorse, in un progetto destinato al fallimento, come gli italiani di ogni parte politica hanno espresso durante il referendum, proponendo leggi, sempre con la fiducia in senato e in parlamento.
La riforma della scuola ha creato un enorme massa di docenti, mal pagati, che per occupare i posti a loro assegnati, più che altro girano l’Italia in treno, distaccandoli dalle loro famiglie e interessi. Se le risorse gettate al vento dal governo Renzi, si fossero orientate su investimenti concreti, messa in sicurezza degli edifici pubblici, scuole, strade, con un concreto sostegno all’arte, al turismo, vero patrimonio esclusivo dell’Italia, si sarebbero creati i presupposti per almeno due milioni di nuovi posti di lavoro. L’indotto, da iniziative concrete avrebbe aiutato l’industria con nuove assunzioni, incentivando le assunzioni dei giovani con contributi mirati al tempo indeterminato. IL dramma, è la cecità di soggetti incapaci,che hanno l’arroganza di gestire il paese, sarebbe sufficiente analizzare i loro curriculum lavorativi per capire in quali
1scellerate mani siamo. Ora il disfattista, va negli Stati Uniti per imparare non si sa cosa, per quale progetto, spero per i suoi interessi privati e auspico che per una volta mantenga la parola si tolga dai piedi e si vada a cercare un lavoro con il Jobs Act e impari sulla sua pelle il disagio dei giovani, con le sciagurate politiche del ministro Poletti e dell’intero suo governo.