giovedì 2 febbraio 2017

Migranti, si lavora per chiudere la rotta libica. Al Serraj: “Dall’Europa pochi soldi”

«L’ammontare di soldi che l’Europa ha destinato alla Libia è una piccola cifra». Fayez al-Sarraj, premier libico del governo riconosciuto dalla comunità internazionale, usa un giro di parole per mandare un messaggio chiaro ai governi dell’Ue: per fermare i flussi di migranti che attraversano il Mediterraneo, la Libia ha bisogno di «un aiuto più concreto».  L’appello arriva proprio durante la sua visita a Bruxelles, dove questa mattina Sarraj ha incontrato il presidente del Consiglio Europeo Donald Tusk, prima di vedere Federica Mogherini e Jean-Claude Juncker. Il tema della rotta libica sarà al centro del summit informale in programma domani a Malta. Un vertice che avrà come obiettivo quello di «chiudere la rotta dalla Libia all’Italia», come ha confermato questa mattina Donald Tusk. L’ex premier polacco, che ieri ha incontrato Paolo Gentiloni a Roma, ha assicurato che «possiamo riuscirci, quello che serve è la piena determinazione a farlo».  Sarraj ha aggiunto che «la cooperazione tra Ue e Libia è importante per salvare le vite dei migranti e rimpatriarli nei Paesi di origine, dove devono trovare migliori condizioni di vita e di lavoro». Il piano prevede che l’Europa fornisca un addestramento (oltre che un sostegno materiale) alla Guardia Costiera libica, la quale avrà il compito di pattugliare le acque territoriali per intercettare le imbarcazioni e rimandare sulla terraferma i migranti, che poi saranno tenuti in quei centri tanto criticati per le condizioni di «detenzione». Nei documenti non viene mai menzionata la parola respingimenti, ma nei fatti è di questo che si tratta. Continua a leggere…..