venerdì 24 febbraio 2017

Rispunta il piano election day: politiche e comunali l'11 giugno. Lo spettro di primarie "nulle"

Renzi accelera ma teme lo stallo: se nessun candidato raggiunge il 50 per cento, il leader sarà eletto in assemblea con il rischio di un asse anti-Matteo
ROMA - La data delle primarie il 9 aprile serve a cogliere due obiettivi. Risolvere in fretta il congresso "perché la discussione è cominciata già da tre mesi e il Pd ha bisogno di una guida legittimata al più presto", ha detto Matteo Renzi prima di partire per la California. Ma soprattutto permette di coltivare ancora il sogno delle elezioni anticipate a giugno. Per l'esattezza l'11 giugno, con un election day che comprende anche le amministrative. Un sogno o meglio una suggestione. "Una provocazione" la definisce un renziano. Eppure, nonostante l'evidenza dei fatti, Renzi vuole sempre "sognare".Per questo ieri, durante la riunione della commissione per il congresso, è rispuntata l'ipotesi del 9 aprile mentre è finita nell'ombra la data del 7 maggio, gradita da Michele Emiliano e Andrea Orlando, l'altro sfidante certo. Ma il 9 ha il pregio di tenere aperta la finestra elettorale di giugno. Più come messaggio all'intero sistema politico che come obiettivo davvero raggiungibile. Messaggio rivolto a tutti. Al governo di Paolo Gentiloni che proprio ad aprile è chiamato a varare una manovra correttiva sulla quale Renzi ha molti dubbi. E al Quirinale, che non gradisce il voto anticipato e semmai aspetta una correzione della legge elettorale. Ecco il punto: prima si elegge il segretario dem e prima gli altri attori della scena faranno i conti con lui. Continua a leggere……..