martedì 28 febbraio 2017

Sono necessari 18 mesi di lavori per riattivare l’impianto Eni dopo l’incendio

L’azienda annuncia “azioni straordinarie” sul piano della sicurezza durante l’audizione parlamentare sulla raffineria di Sannazzaro
Tre incendi in 8 mesi sono «una coincidenza di eventi diversi, in impianti diversi, all’interno di una raffineria di enormi dimensioni», un ripetersi di episodi che comunque «ci ha allarmato e indotto a mettere in campo azioni ulteriori di revisione, rimettendo in discussione tutti i nostri sistemi». L’ha detto l’ingegner Giuseppe Ricci, responsabile del settore raffinazione di Eni, davanti alle commissioni riunite Ambiente e Attività produttive della Camera. L’audizione, richiesta dal M5s, è arrivata a 2 giorni da una analoga al Senato. Ricci si è soffermato sui due incidenti più recenti, il più importante del 1° dicembre nell’impianto Est e quello del 5 febbraio in uno degli impianti di desolforazione del gasolio. Ha illustrato i sistemi di sicurezza e controllo. Per l’evento del 1° dicembre ha formulato una «prima ipotesi sulle cause: un problema meccanico a un componente del circuito dell’idrogeno di uno dei reattori, che ha ceduto». Ha aggiunto che il mese scorso Eni ha incaricato una «primaria società di ingegneria di rivedere tutta la progettazione e individuare eventuali aggiornamenti in vista della ricostruzione», prevista in 18 mesi. Ha negato carenze di personale e sottolineato la rigorosa qualifica cui sono sottoposte le ditte esterne di manutenzione.  Continua a leggere….