venerdì 24 febbraio 2017

" Splendidi cavalli utilizzati per gli attacchi dei carri da getto"

 Gentili signore e signori,
è cosa nota che il Carnevale di Ivrea (TO) sia protagonista in città per un paio di mesi. Quest’anno, dal 6 Gennaio al 1 Marzo si susseguono iniziative facenti parte di una tradizione consolidata che entusiasma e impegna la cittadinanza. http://www.storicocarnevaleivrea.it/programma-2017/ Finché a lavorare per un evento sono gli esseri umani, per quanto l’evento sia discutibile, lo si può ammettere. Il problema di questo Carnevale è che proprio non vuole abbandonare l’uso di sfruttare i cavalli http://www.storicocarnevaleivrea.it/la-manifestazione/glossario/glossario-c/cavallanti/ “Ivrea e cavalli è un binomio così antico che lo stesso nome latino della città, Eporedia, pare derivare da Ypporegia, composto dal greco ippos (cavallo) e dal gallico reda (Carro), quindi stazione di carri equestri. Se antico è il rapporto tra la città ed i cavalli, come è testimoniato anche dalla fiera equestre estiva di S. Savino, quello tra cavalli e cavallanti è ancora più profondo e complesso e particolarmente radicato sul territorio. Il cavallante non è solo un allevatore appassionato ed un abile conduttore di attacchi a due o a quattro cavalli. Egli appartiene ad un mondo unico, tutto da scoprire, ricco di segreti tramandati da generazioni e testimoniati anche dai raffinati finimenti e dall’incedere elegante degli splendidi cavalli utilizzati per gli attacchi dei carri da getto.”
Non è necessario essere particolarmente sensibili ai diritti animali per accorgersi che la presenza dei cavalli nella battaglia delle arance sia inopportuna ma purtroppo resiste in nome di quella tradizione sempre più difficile da accettare che vede gli animali sfruttati incessantemente in queste feste di durata secolare senza curarsi dei loro diritti e della loro dignità.

Il Carnevale di Ivrea è riconosciuto ufficialmente come manifestazione italiana di rilevanza internazionale. Disapprovo la violenza fisica e verbale di questa battaglia, testimoniata da traumi, lesioni, volti tumefatti, nasi e labbra sanguinanti dei partecipanti. Nel 1998 l’ho vista da vicino e ricordo la presenza di ambulanze per soccorrere i feriti che purtroppo erano numerosi. Ricordo anche quintali di arance sprecate “per gioco”.
Per quanto la disapprovi, so che essa ha un significato storico perché rievoca la ribellione popolare alla tirannia. E’ vero che un tempo erano i cavalli a trainare i carri ma i tempi sono cambiati e credo che ora debba prevalere il buon senso di fare la battaglia senza animali, liberandoli dalla tirannia dell’essere umano che li costringe a una simile buffonata. Gli animali non sono macchine pertanto vorrei che si valutasse la possibilità di trainare i carri con trattore o altri mezzi meccanici.
Nel video dell’edizione 2013 https://www.youtube.com/watch?v=hqM4j-MQje0 si vedono cavalli agghindati come fantocci muoversi con andatura incerta dovuta al suolo impantanato da quintali di arance schiacciate e calpestate. La presenza dei cavalli potrebbe essere rischiosa sia per se stessi che per le persone. Un cavallo potrebbe essere colpito erroneamente, magari nelle parti più delicate come la testa, potrebbe imbizzarrirsi, scalciare, voler fuggire infastidito dal caos e dalla violenza che ha attorno. 
Mi auguro che prima o poi arrivi a Ivrea un’Amministrazione Comunale che mostri la dovuta sensibilità per questi schiavi del divertimento umano e cancelli per sempre questa forma di sfruttamento indegna del XXI secolo.
Cordiali saluti.
Paola Re

Tortona (AL)