mercoledì 29 marzo 2017

Brexit al via, May firma la lettera. Strappo della Scozia: referendum per separarsi dal Regno Unito

A nove mesi e sei giorni dal referendum del 23 giugno, domani arriva il B-day, il giorno della Brexit. Attorno alle 13,30 - ora europea - è attesa a Bruxelles la lettera che farà partire il conto alla rovescia di due anni per il negoziato di divorzio della Gran Bretagna dall'Unione europea. Theresa May la invierà al presidente del Consiglio europeo Donald Tusk per invocare l'art.50 del Trattato di Lisbona. E farà di domani «uno dei momenti più importanti nella recente storia del Regno Unito», ha sostenuto l'inquilina di Downing Street. «Dobbiamo cogliere questa storica opportunità per emergere nel mondo e plasmare un sempre maggiore ruolo per una Gran Bretagna globale», ha aggiunto la premier sposando la retorica dei 'Brexiteers'. Ma la Scozia non ci sta e la lettera di domani rischia di diventare «storica» anche per l'avvio della dissoluzione del Regno, formalmente Unito dal 1707. Mentre si moltiplicano le preoccupazioni a Londra e tra i 27 (anche oggi più che mai divisi sull'immigrazione), il parlamento scozzese ha risposto alle parole della May approvando per 69-59 la proposta della first minister Nicola Sturgeon, di avere un secondo referendum per l'indipendenza della Scozia dopo quello perso nel 2014. A giugno la Scozia aveva detto largamente 'nò alla Brexit. Oggi la leader del partito indipendentista Snp ha annunciato battaglia per restare (o rientrare da paese indipendente) nella Ue: un rifiuto di Londra al voto-bis sarebbe «insostenibile», ha affermato martellando che «il voto di oggi deve essere rispettato» ed anticipando che a giorni partirà la richiesta formale. Da Bruxelles la Commissione intanto è tornata a ribadire che la Ue ed il suo capo negoziatore Michel Barnier sono «pronti» al negoziato e che «dopo Roma non c'è ragione per essere preoccupati sul futuro della Ue». Continua a leggere….