mercoledì 1 marzo 2017

Consip, Emiliano: “Pd? Io testimone su sistema di potere. Non possono eliminare gli avversari perché rispondono a pm”

Il governatore pugliese: "Accusa di conflitti di interesse? Mi sembrerebbe piuttosto singolare e anche abbastanza banale. Però capisco che quando qualcuno sta disperato, adopera ogni sistema per far fuori gli avversari"
La questione giudiziaria degli appalti Consip non diventerà materia del congresso del Partito Democratico. Ne è sicuro Michele Emiliano, presidente della Puglia e candidato alla segreteria, che sarà ascoltato come testimone nell’inchiesta che vede coinvolti – tra gli altri – il ministro Luca Lotti e Tiziano Renzi, rispettivamente braccio destro e padre del segretario uscente Matteo Renzi. Emiliano, dunque, sarà avversario di Renzi e testimone nell’indagine in cui sono finiti due figure più che preminenti del “mondo renziano”. Ma non c’è nessun conflitto d’interesse, garantisce il governatore: “La magistratura esamina i fatti liberamente. Ciascuno di noi è obbligato a collaborare. Ci mancherebbe pure che in una situazione in cui si indaga su un sistema di potere, questo sistema di potere avesse pure come risultato quello di eliminare dal gioco, per questa ragione, un suo avversario politico“. Emiliano aggiunge che l’idea di poter essere in conflitto di interesse “mi sembrerebbe piuttosto singolare e anche abbastanza banale. Però capisco che quando qualcuno sta disperato, adopera ogni sistema per far fuori gli avversari“. “Credo come al solito – ha concluso – che, applicando le leggi e le norme e facendo il proprio dovere, si risolve ogni cosa”. In questo modo, così, il presidente pugliese ripete una volta di più quale sarà il profilo della sua campagna congressuale, quello legalitario. “Farò il mio dovere – insiste – se l’autorità giudiziaria mi chiederà e nessuno si deve permettere neanche di fare questo ragionamento. Anzi, qualcuno dovrebbe chiedere ai protagonisti di questa storia, il significato di questa storia. Il fatto che io sia a conoscenza di fatti che potrebbero essere rilevante ai fini di un’indagine, certamente non potrà ledere alcuno dei miei diritti. Faccio il mio dovere di testimonianza ed esercito i miei diritti”. D’altra parte, sottolinea Emiliano, “se ho avuto la sfortuna per colpe non mie di essere testimone di fatti rilevanti ai fini di un’indagine penale, certo non è colpa mia”. Legalitario e, già che ci siamo, anti-lobby. “Liberiamoci degli ipocriti e degli incoerenti, ma soprattutto di disonesti, affaristi e uomini di potere” scrive Emiliano su facebook.