sabato 18 marzo 2017

È nato un Paese per vecchi

di infosannio
(di Cristofaro Sola - opinione.it) - L’Istat ha pubblicato il report sugli indicatori demografici relativi al 2016. C’è poco da stare allegri: le cose vanno malissimo. La fotografia che ci restituisce l’indagine effettuata dall’Istituto di statistica è quella di un Paese vecchio e in crisi di natalità. Più stranieri residenti e meno italiani in condizioni di assicurare un futuro alla nazione. La situazione è paragonabile al destino della dorsale appenninica: un sisma continuo che gradatamente fa abbassare le montagne.Al 1 gennaio 2017 i residenti in Italia sono 60 milioni 579mila, 86mila in meno rispetto allo scorso anno. Di costoro, 55 milioni 551mila sono italiani, il resto stranieri. Rispetto all’anno precedente aumentano del 12,6 per cento i connazionali che fuggono all’estero (115mila). E aumentano gli immigrati di 258mila unità. I nuovi nati del 2016 sono stati 474mila: un record in negativo. Si vive più a lungo ma muoiono più individui di quanto ne nascano. Gli over 65 rappresentano il 22,3 per cento della popolazione totale che registra un’età media di 44,9 anni, di due decimi superiore a quella dello scorso anno. Si fanno meno figli anche a causa del calo delle donne in età feconda. Ma se la media di fecondità per le italiane scende a 1,27 figli per donna, per le extracomunitarie residenti quella media sale a 1,95. Cosa si ricava da questa gragnuola di numeri? Semplicemente che se si prosegue su questa china tra qualche decennio ci saranno 15 milioni di italiani in meno all’appello. Con chi allora si pensa di fare l’Italia che verrà? La risolviamo reclutando immigrati da utilizzare come macchine riproduttive? Continua  a leggere…..