venerdì 31 marzo 2017

Evasione, la relazione annuale: “In media ogni anno mancano all’appello oltre 110 miliardi”

Giovannini: "Nel triennio 2012-4 la propensione all’evasione è salita dal 23,6% al 24,8%. Il sommerso è al 30% nei servizi alle famiglie, 26% nel commercio, pubblici esercizi, 24% costruzioni, 20% nei servizi alle imprese". Alle stelle il dato sull'Irpef del lavoro autonomo arrivato al 59 per cento
Centodieci miliardi l’anno. A tanto ammonterebbe, in media, l’evasione fiscale e contributiva annua in Italia. A snocciolare il dato è stato il presidente della Commissione per la redazione della “Relazione annuale sull’economia non osservata e sull’evasione fiscale e contributiva”, Enrico Giovannini, in audizione alla Commissione Bicamerale, illustrando i dati del triennio 2012-2014. Secondo i quali nel 2014 il tax gap, la differenza tra le imposte che si dovrebbero pagare e quelle effettivamente pagate si è allargato a 111,6 miliardi di euro da 108 miliardi del 2012 e in termini percentuali è compreso tra il 20 e il 30%. Quindi nel triennio la propensione all’evasione è salita dal 23,6% al 24,8%, ha aggiunto Giovannini, sottolineando che “i settori dove maggiore è l’evasione quelli a più bassa crescita di produttività”: il sommerso è al 30% nei servizi alle famiglie, 26% nel commercio, pubblici esercizi, 24% costruzioni, 20% nei servizi alle imprese.  Caso a sè il tax gap per l’Irpef del lavoro autonomo e d’impresa: che nel 2014 si attesta al 59% (57% la media del triennio), mentre per il lavoro dipendente è al 4% e per l’Iva al 30%. Continua a leggere…