martedì 7 marzo 2017

Federcalcio, Tavecchio rieletto presidente: sconfitto Abodi

Alla terza votazione viene confermato il favorito della vigilia, già in carica nell'ultimo mandato
Carlo Tavecchio è stato rieletto presidente federale. Alla terza e decisiva votazione ha sconfitto Andrea Abodi ottenendo il 54,03% dei voti contro il 45,97% del rivale. Le prime due votazioni erano andate a vuoto: 56,49% per Tavecchio, 42,92% per Abodi nella prima, 53,7% per Tavecchio, 45,41% per Abodi nella seconda. Al terzo scrutinio per essere eletti bastava il 50% più una delle preferenze.
— Ore 13.30. Abodi: "Due anni e mezzo fa, d'accordo con le mie società, scelsi Tavecchio. Pensavo sarebbe stato l'inizio di un percorso in cui ogni componente sarebbe stata parte integrante del sistema. Mi sbagliavo. E ora non possiamo bearci di quello che è stato fatto, senza preoccuparci del tanto che c'è da fare. E nel frattempo la gente, i tifosi ci abbandonano. Riconosco a Tavecchio i successi internazionali, ma quanto davvero abbiamo promosso il nostro calcio all'estero? Vorrei essere il portabandiera di un calcio finalmente dignitoso. Caro Carlo, le cose le hai fatte con una struttura di grande valore e con compagni di viaggio che sono stati sempre leali. Caro Nicchi, mi sarebbe piaciuto ascoltare da te parole sul rispetto che la Lega di B ha manifestato agli arbitri. Mi avrebbe fatto piacere che il 2% dell'Aia restasse sacro. Sono affezionato all'uomo Tavecchio, sono soddisfatto che la campagna elettorale sia stata sostanzialmente corretta. Ho visto delle cose che non sono nobili, ma cerchiamo di andare avanti. Con pudore. Sono convinto che ci siamo confrontati sui temi. Il clima ci differenzia: fin qui ognuno ha pensato ai fatti propri. Con me sarà diverso: prima di pensare ad avere più soldi, proviamo a immaginare cosa potremo farci. L'ho detto tante volte a Malagò: se la nostra fiducia non fosse stata tradita, se davvero fossimo stati sistema, avrei ascoltato gli appelli all'unità. Ma così non è stato. È la colpa non è solo di Tavecchio, lo riconosco. Anch'io ne sono responsabile.
La trasparenza che ho invocato è quella che avrebbe impedito alla Federazione l'agguato legislativo sulla Melandri. Non è stato un segnale di serietà e correttezza. Voglio che ognuno di voi si senta libero di votare per chi vuole. Mi dicono che parlo di fumo? Ma io lavoro da una vita con i numeri. Sono un uomo felice e sereno, ho vissuto questa avventura con forza e onore. Non ho negoziato con nessuno, la mia dignità non ha prezzo". Continua a leggere…….