lunedì 27 marzo 2017

Firme false, è bufera sui Cinque stelle Raggi: non mi risulta, verificheremo

LA DENUNCIA DI ONORATO
Secondo quanto ricostruito dal programma Le Iene, una parte delle sottoscrizioni sarebbe stata acquisita con tre giorni di anticipo rispetto a quello stabilito, il 23 aprile 2016. Opposizione all’attacco: «Sindaca abusiva». La replica: «Tutto regolare»
Firme che ritornano dal futuro. Potrebbe essere il titolo di una saga in stile Guerre stellari, se non fosse che l’intrigo somiglia più a un giallo di Agatha Christie. Dopo il caso delle firme false a Palermo e Bologna, spunta l’ipotesi che la stessa scorciatoia possa essere stata utilizzata dai Cinque stelle a Roma. A sollevare dubbi sulla legittimità della procedura è il capogruppo della lista Marchini in Campidoglio Alessandro Onorato che gira la dritta all’inviato delle Iene, Filippo Roma. Dismesso il completo nero d’ordinanza, il cronista d’assalto ha provato a intervistare la sindaca Virginia Raggi mentre era in settimana bianca sull’Alpe di Siusi. La prima cittadina, però, infastidita dall’agguato sulla pista da sci, ha tirato dritto senza commentare.
«I grillini hanno il dono della chiaroveggenza?»
Nella ricostruzione del programma televisivo, il 23 aprile 2016 i pentastellati avrebbero raccolto 1.352 adesioni alla candidatura della Raggi in 90 atti separati, ma il «firma day» si è svolto tre giorni dopo: il 23 aprile, come testimoniato dal tweet di giubilo della deputata grillina Roberta Lombardi. Impossibile secondo Onorato, a meno di non possedere il dono della chiaroveggenza, che il M5S potesse conoscere con tre giorni d’anticipo i nomi dei suoi supporter. Ma oltre all’ipotesi di falso, un’altra ombra si allunga sulle modalità utilizzate nel raccogliere consensi: come hanno potuto dieci cancellieri verificare e validare venti pacchetti di firme in altrettanti banchetti disseminati nella Capitale? Per corroborare i dubbi sull’iter seguito, nel corso della trasmissione Filippo Roma interpella un esperto di diritto amministrativo, il quale conferma l’ipotesi della irregolarità. E anche secondo l’ufficio elettorale del Comune di Roma il contenuto di quanto poi depositato non avrebbe potuto essere scritto il 20 aprile. Incalzati dal cronista delle Iene, i delegati che hanno supervisionato alla raccolta e autenticazione delle firme smentiscono le accuse rivendicando che si tratta di un atto a formazione progressiva. Secondo loro, all’apertura di un nuovo atto si può lasciare in bianco la voce con il numero delle firme raccolte finché l’operazione non viene completata: «Lo consente la legge - insiste al microfono il delegato di lista, l’avvocato Alessandro Canali - lo fanno anche gli altri partiti». Continua  a leggere…..