sabato 4 marzo 2017

Foggia, al via la bonifica del ghetto di Rignano dopo l'incendio che ha ucciso due migranti

Le operazioni iniziate nella notte, sotto lo sguardo dei pochi migranti rimasti: "Restiamo qui per poter lavorare". Sulla morte dei due uomini del Mali è stata aperta un'inchiesta per omicidio e incendio colposo
FOGGIA - Tre ruspe in azione. Sono ripartite le operazioni di smantellamento del gran ghetto di Rignano Garganico dove nella notte tra giovedì 2 e venerdì 3 marzo sono morti due migranti. Le baracche che sono rimaste integre dopo i roghi che hanno devastato la bidonville, circa un centinaio su 700 capanne di lamiera e cartone, sono state buttate giù dai mezzi della polizia ambientale della Regione Puglia. Dell'immensa città fantasma rimangono solo le ceneri.I migranti presenti hanno accatastato sui terreni limitrofi vestiti, mobili e materassi da portare via. Anche se, continuano a ripetere, "di qui non vogliamo muoverci". Molti di loro hanno trascorso la notte sotto gli alberi del grande uliveto alle porte del ghetto. "Siamo rimasti all'aperto e senza casa, non abbiamo più niente, trasferirci nelle strutture della regione vuol dire non avere più lavoro" dice un ragazzo  del Mali riunito attorno a un fuoco acceso per riscaldarsi con i connazionali. È proprio nel ghetto infatti che i caporali reclutavano la manodopera a basso costo. Continua a leggere….