giovedì 2 marzo 2017

Germania, Schulz sposta Spd a sinistra. ‘Euro-populista che imita Sanders e punta a intercettare il malcontento degli esclusi’

L'ex presidente del Parlamento Ue corre contro la Merkel alle politiche e ha annunciato il superamento dell'Agenda 2010. Una scelta che paga, secondo Gerd Mielke, politologo dell’università di Mainz, perché ha riportato al centro del dibattito il tema del lavoro e dello stato sociale: "I tedeschi di ogni età ed estrazione sociale credono nel welfare state - spiega il docente - ecco perché è risalito nei sondaggi. Molte persone si sono stancate di Angela"
Dal palco di Bielefeld, arredato per il comizio con attrezzi di cantiere e caschi gialli, Martin Schulz ha rotto la terza via Blairiana ed è tornato alla vecchia tradizione, fondata sul welfare state, parlando di una società più equa e di dignità del lavoro. Battere Angela Merkel e farlo a sinistra, ritornando alla tradizione socialdemocratica della Spd. È questo il programma che in un mese ha riportato la socialdemocrazia tedesca ai fasti dei primi anni 2000, riuscendo ad intercettare il malessere delle fasce più deboli della popolazione tedesca. È bastato pronunciare il nome di una riforma sociale, Agenda 2010, che portò alla disfatta di Gerhard Schröder, del quale Schulz ironicamente potrebbe essere il successore, per ottenere un’immediato appoggio trasversale.
La riforma – Quando Schröder salì al potere il consenso di Spd era vicino al 40% e la Germania non era ancora la locomotiva d’Europa. L’ex cancelliere riformò completamente lo stato sociale tedesco, tagliando le indennità di disoccupazione, alcune prestazioni sanitarie, la protezione dal licenziamento e introdusse un sistema concorrenziale nella previdenza sociale oltre ai minijob, lavori temporanei retribuiti fino ad un massimo di 400 euro. Di questa riforma facevano parte le leggi Hartz (I,II,III, IV) relative a “servizi moderni al mercato del lavoro” che sancivano le diverse tipologie di nuovi rapporti subordinati e i sussidi statali. Fortemente contestata dall’ala sinistra del partito e dalla popolazione, la riforma venne invece esaltata dai partiti socialdemocratici europei. Nell’arco degli anni Agenda 2010 è riuscita a far aumentare il numero degli occupati pur creando alcune situazioni singolari nel mercato tedesco. Infatti, se il beneficio a livello di occupazione è stato tangibile, dal punto di vista del reddito ha creato un esercito di individui che integrano lavori temporanei con sussidi statali e una contribuzione minima e standard di vita vicini alla soglia di povertà. Continua a leggere…….