martedì 7 marzo 2017

I liutai di Castelnuovo hanno aperto le porte della loro attività: il mondo li conosce come i maghi dell’oboe

Opere d’arte ammirate nei minimi dettagli e che è stato possibile ascoltare in un concerto dagli studenti del liceo musicale Saluzzo-Plana di Alessandria
Da tocchetti di ebano o di bois de rose ad oboi e clarinetti: è un percorso lento e minuzioso quello che porta i Fratelli Patricola di Castelnuovo Scrivia alla realizzazione di strumenti pregiati, espressione dell’amore per il proprio mestiere. I liutai di fama internazionale hanno aperto le porte del proprio laboratorio e raccontato ai visitatori quanto sia importante l’alchimia tra l’artigiano che crea un pezzo unico e chi lo suona. Opere d’arte ammirate nei minimi dettagli e che è stato possibile ascoltare, in mezzo agli altri strumenti musicali, la sera, in occasione della chiusura del ciclo «Lo strumento e la sua voce» promosso dal Cantiere Cultura del paese: la collegiata Santissimi Pietro e Paolo è stata infatti lo scenario di un concerto offerto alla popolazione dagli studenti del liceo musicale Saluzzo-Plana di Alessandria. All’evento ha partecipato anche il vescovo di Tortona Vittorio Viola.  Per tutti, in paese, i fratelli Patricola sono «cui di sïful», per il mondo intero sono i maghi dell’oboe» ma anche del clarinetto.