martedì 14 marzo 2017

Il muro inutile tra Usa e Messico che non frena i cartelli della droga (Roberto Saviano)

NEL suo primo discorso al Congresso il presidente Donald Trump ha assicurato il suo impegno a contrastare i cartelli criminali che hanno inondato di droga e violenza gli Stati Uniti e ha rinnovato l’intenzione di costruire un great wall lungo il confine con il Messico, che — il presidente ha garantito — sarà «un’arma molto efficace contro le droghe e il crimine». NON è la prima volta che l’estensione del muro voluta da Trump viene dipinta come una misura anti- narcos. Breitbart News, la testata online di informazione considerata da molti come l’house organ della Casa Bianca, lo aveva già fatto in un articolo del 26 gennaio scorso: leggendolo, mi persuasi subito che ciò che scriveva Breitbart era ciò che i sostenitori di Trump e Trump stesso avrebbero ripetuto di continuo nei mesi successivi. E ascoltando il discorso al Congresso ne ho avuto la riprova. Tuttavia, chiunque conosca il potere dei cartelli messicani sa che questa è una menzogna. Il muro non ferma i narcos. L’articolo di Breitbart è firmato da Ildefonso Ortiz e Brandon Darby, co-fondatori insieme a Steve Bannon di “Cartel Chronicles”, una sezione di Breitbart dedicata alle notizie sul narcotraffico messicano.Steve Bannon, dopo essere stato executive chief di Breitbart, ora è Chief Strategist del Presidente Trump. Il suo ruolo compare anche in uno degli ultimi memoranda firmati da Trump, il quale ha stabilito che d’ora in poi il Chief Stategist della Casa Bianca avrà un posto assicurato a tutte le riunioni del Consiglio di Sicurezza Nazionale.L’articolo assicura che il muro interferirà con i guadagni dei cartelli del narcotraffico. Ma il muro (che già esiste per un terzo del confine messicano) finora non ha fermato né la coca in ingresso, né i soldi in uscita, né i soldi che tornano per essere riciclati. Continua a leggere….