martedì 28 marzo 2017

Intervista alla centrocampista dell’A.C.F.Alessandria Irene Barbesino

Barbesino:”Centrocampista granitico, ne prende un sacco e rimane sempre in piedi”
by Federica Ghisolfi
1) Quando hai iniziato a dare i primi calci al pallone?
Ho iniziato a cinque anni e mezzo con la Don Bosco maschile, ho avuto qualche difficoltà all’inizio con un allenatore, non voleva farmi giocare perché femmina, poi una volta mi ha fatto giocare e da lì ha continuato, ed è diventato pure il mio padrino.
2) Chi ti ha invogliato a giocare?
In realtà non c’è qualcuno che mi ha invogliato, già da piccolina calciavo qualsiasi cosa ci fosse a terra, quando andavo a vedere mio padre giocare con i suoi amici a calcetto, entravo in campo perché volevo giocare anche io e finchè a fine partita non mi regalavano il pallone non me ne andavo.
3) I tuoi genitori ti hanno appoggiato nella scelta di giocare in questo sport?
Si mi hanno sempre appoggiato, all’inizio mia mamma era più d’accordo, infatti mi portò proprio lei a giocare, mio papà aveva paura che potessi farmi male con i maschi, poi ha cambiato totalmente pensiero, tanto che quando sonon passata alll’Alessandria femminile, lui ha iniziato ad allenare li.
4) Cosa significa per te giocare la domenica?
Diciamo che una delle mie citazioni preferite è proprio “vivo 90 minuti alla settimana”. E appunto, in base al risultato e alla nostra prestazione della domenica so già come sarà la mia settimana, per esempio quando non diamo tutto o la partita non va come ci eravamo preparate rimango tutta la settimana con il pensiero.
5) Se tornassi al passato sceglieresti sempre il calcio?
Si tutta la vita.
6) Oltre al calcio c’è qualche altro sport che ti appassiona?
In generale molti sport mi appassionano, ma l’unico che mi piace praticareè il calcio.
7) Se non sbaglio ha sempre  indossato la maglia grigia, raccontami le tue esperienze dalle giovanile fino alla prima squadra
A 11 anni sono passata all’Alessandria femminile, dopo già numerose proposte negli anni passati, e dagli Esordienti fino alla Primavera avevamo un gruppo bellissimo, sia in campo che fuori, eravamo tutte ragazze con tanta voglia di imparare e stavamo crescendo insieme. Dopo la Primavera io e altre ragazze siamo passate in prima squadra, partendo da zero e creando un altro gruppo da invidiare, e li penso di avere fatto i miei migliori progressi con mister Cantone in questi quattro anni, e spero di continuare a migliorare e dare il mio sostegno a questa squadra.
8) Tu alessandrina doc, cosa significa per te indossare la maglia grigia?
La maglia grigia e quello stemma che abbiamo sul petto significano moltissimo per me, stiamo rappresentando la città in cui sono cresciuta, ed è un onore indossare questa maglia.
9) Come è Irene fuori dal rettangolo da gioco?
Sono una ragazza normale, mi piace divertirmi, uscire con gli amici e dare il meglio di me in tutto.
10) Hai sempre svolto i ruolo di centrocampista?
No, con i maschi ho giocato come terzino, poi alla femminile all’inizio attaccante, in seguito trequartista e infine centrocampista. Sicuramente il ruolo di centrocampista è quello che ho svolto per la maggior parte della mia carriera, ed è quello che mi si addice di più.
11) Se dovessi esprimere un desiderio per quanto riguarda il tuo futuro nel calcio, cosa desidereresti?
Fin da bambina il mio sogno, è sempre stato quello di indossare la maglia azzurra.
12) Quale è il tuo idolo? E perché?

Il mio idolo da sempre è Nedved, perché mi è sempre piaciuta la sua grinta, la sua voglia di sacrificarsi e dare il meglio in campo, poi sicuramente un altro giocatore che mi piace molto di questi tempi è Dybala.