giovedì 2 marzo 2017

Irlanda sempre più verde. Stop agli investimenti in fonti fossili

Votato dal parlamento il Fossil Fuel Divestment Bill che prevede la cancellazione degli investimenti nazionali in carbone, petrolio e gas
Pochi paesi al mondo vengono istintivamente associati ad un colore come accade con l’Irlanda e il verde. L’isola di smeraldo, così viene anche chiamata, ha i due terzi del suo territorio occupati da (verdi) pascoli e tra i suoi simboli nazionali un trifoglio ed uno gnomo, tipicamente vestito di verde, stesso colore che domina le divise delle selezioni sportive nazionali.Forse non poteva che essere quest’isola il primo paese al mondo a dire basta ai combustibili fossili.Il parlamento irlandese ha infatti approvato il Fossil Fuel Divestment Bill 2016, provvedimento che cancella tutti gli investimenti del fondo sovrano irlandese da carbone, petrolio e gas e che, se passerà il test della commissione finanziaria, nei prossimi mesi farà dell’Irlanda il primo paese al mondo ad  aver messo al bando i combustibili fossili.Passata con 90 voti a favore contro 53 contrari, la legge, proposta dal deputato indipendente Thomas Pringle, ha infatti come scopo la cancellazione di tutti gli investimenti dell’Ireland Strategic Investment Fund, il fondo sovrano irlandese, da carbone, petrolio e gas. Circa 8 miliardi di euro il valore del Fondo, cifra che dovrà essere spostata dagli investimenti in compagnie che si occupano di combustibili fossili verso imprese o investimenti più green, almeno si spera.“I governi nazionali devono giocare un ruolo essenziale nell’implementare i propri impegni presi a Parigi – ha commentato Pringle – assicurando che i fondi pubblici supportino la transizione verso l’energia pulita e siano al riparo dall’inevitabile declino dell’industria dei combustibili fossili”.Mentre negli Stati Uniti subito dopo il giuramento del neo presidente Donald Trump viene cancellato ogni riferimento ai cambiamenti climatici dal sito web della Casa Bianca la verde Irlanda fa segnare un punto per il movimento globale per il disinvestimento dalle fonti fossili (clicca qui per la campagna italiana).
"Lobby e politici che continuano a negare l'esistenza del cambiamento climatico e che continuano a manipolare i dati scientifici non sono più tollerabili - dichiara ancora Pringle -. Non possiamo accettare le loro azioni nei confronti di milioni di povere persone che vivono in zone sottosviluppate del pianeta e che devono fronteggiare gli effetti negativi del cambiamento climatico, attraverso carestie, migrazioni di massa e disordini sociali". Continua a leggere…..