giovedì 16 marzo 2017

“La Lubjanchi”: di Marco Travaglio

di infosannio
–La Lubjanka è il palazzone di Mosca che dal 1918 ospita i servizi segreti russi: prima Ceka, poi Gpu, poi Nkvd, poi Kgb, oggi Fsb. Famigerata per gli arresti di massa, le grandi purghe, le torture e i brutali interrogatori dei dissidenti poi deportati in Siberia (Solženicyn immortalò il tutto in Arcipelago Gulag), è il simbolo del terrore sovietico e postsovietico, tanto che i moscoviti non hanno mai smesso di ironizzare: “La Lubjanka è il palazzo più alto di Mosca perché da lì si vede direttamente la Siberia”. Mai avremmo immaginato di risentirla evocare oggi: non a proposito dei modi un po’ ruvidi di Putin, ma dei terribili inquisitori che indagano sul caso Consip. Il merito dell’inaspettata denuncia va al samizdat nostrano, diretto dal rag. Claudio Cerasa e ridotto alla clandestinità dall’occhiuto regime poliziesco della Repubblica delle Procure, oltreché dall’odiosa congiura dell’intero popolo italiano che si ostina a non acquistarlo e soprattutto a non leggerlo: Il Foglio - scrive Marco Travaglio sul Fatto Quotidiano nell’editoriale di oggi 9 marzo 2017, dal titolo “La Lubjanchi” –.Con grave sprezzo del pericolo e soprattutto del ridicolo, il quotidiano clandestino raccoglie il grido di dolore di uno dei tanti perseguitati dalle purghe giudiziarie: l’avvocato Alberto Bianchi che, essendo “tipo notoriamente schivo e riservato”, regala all’amorevole intervistatrice Annalisa Chirico appena quattro colonne di piombo d’intervista (fosse esuberante ed estroverso, non basterebbe una Treccani).

Ed eccoci alla Lubjanka, anzi Lubjanchi: siccome alcuni osservatori, da l’Espresso al prudentissimo Antonio Polito del Corriere, sollevano dubbi sui conflitti d’interessi dell’avv. Bianchi, questi si sente vittima del “sillogismo della Lubjanka”.“La cronista – annota sbigottita la Chirico – è colta alla sprovvista”, anche perché il nostro avvocato dall’“aspetto algido e austero” di solito “evita i cronisti”. Pazienza, con lei avrà fatto un’eccezione, forse perché Annalisa di lui sa proprio tutto, persino cosa tiene nel cassetto del guardaroba (“i gemelli che esibisce ai polsi, ne possiede a iosa”, e chissà lei come fa a saperlo, ah saperlo). Continua a leggere….