venerdì 10 marzo 2017

La politica dei quarantenni

ll futuro del centro-sinistra
1. Per affrontare adeguatamente la questione posta in questo articolo sono necessarie alcune definizioni concettuali preliminari. La nozione di «generazione» non è univoca. Occorre anzitutto distinguere tra un’accezione strettamente demografica da un’accezione di tipo sociologico. In senso demografico, una generazione è caratterizzata dalla comunanza di età. In termini tecnici si tratta di un gruppo di età. La nozione sociologica di generazione è invece completamente diversa ed è incentrata intorno alla comune esperienza di un gruppo di età.[1] Il requisito strettamente demografico diventa così soltanto un elemento preliminare che viene caratterizzato da un’esperienza comune condotta, proprio a partire dalla comune età, in un determinato momento dello sviluppo storico sociale.In questo senso, gli individui che sono considerati come appartenenti a una stessa generazione, accanto alle comuni caratteristiche di tipo oggettivo, si ritiene debbano soprattutto aver condiviso una qualche comune esperienza e, dunque, siano rimasti caratterizzati dall’esperienza stessa. Deve dunque trattarsi non di una esperienza qualunque, ma di un’esperienza capace di modificare in modo relativamente profondo coloro che l’hanno condivisa. Le esperienze generazionali sono quelle che lasciano un marchio indelebile

2. Mentre le generazioni demografiche esistono sempre, poiché sono legate alla natura biologica dell’uomo, le generazioni sociologiche sono un costrutto della memoria e della storia. Le generazioni sociologiche di solito, proprio perché si tratta di individui che hanno condiviso una comune esperienza, tendono a sviluppare una loro auto rappresentazione, una narrazione intorno alle loro stesse caratteristiche comuni, una loro propria memoria collettiva generazionale. Esse inoltre, proprio poiché risultano bene individuabili, grazie alle caratteristiche che hanno maturato nella loro particolare esperienza, sono anche fatte oggetto di rappresentazione esterna, da parte delle narrazioni di altri (altre generazioni, media, ideologie e simili).Data una qualsiasi generazione in senso demografico, ci si può dunque domandare quali siano le sue caratteristiche distintive rispetto alle altre e, quindi, si può passare a caratterizzare quella generazione sul piano sociologico e culturale. Gli studiosi hanno ormai provveduto a organizzare una vera e propria mappa delle generazioni che si sono succedute nel tempo,[2] almeno a partire dal secondo dopoguerra. Le generazioni in generale sono dei costrutti, dei tipi ideali nel senso weberiano, e ne hanno tutti i pregi e i difetti. Del resto, quando si affrontano problemi così complessi non si può fare a meno di impiegare tipi ideali. Il criterio per accettare o rifiutare un tipo ideale non può che basarsi sulla sua utilità interpretativa ed esplicativa. Continua a leggere……..