mercoledì 15 marzo 2017

La vita con Lacan di Catherine Millot

Jacques Lacan, parigino (1901-1981), resta tra le figure intellettuali di maggior spicco nella Francia del XX secolo: noto come psichiatra alternativo e docente universitario, diventa famosissimo negli anni Sessanta per i Seminari all’École de la Cause Freudienne, in cui elabora direttamente teorie rivoluzionarie concernenti l’inconscio e il linguaggio.Associato spesso allo strutturalismo e a un gruppo di studiosi come Michel Foucault, Roland Barthes, Philippe Sollers, Julia Kristeva, Maurice Blanchot che operano un profondo rinnovamento nella cultura d’Oltralpe, presto ammirata in tutto il mondo, Lacan opera una brilante sintesi fra la psicanalisi di Freud e la semiologia di Saussure, anteponendo la nozione di inconscio e procedendo verso l’abbandono della centralità del soggetto come chiave d’interpretazione del modo d’essere dell’uomo e della sua storia. Per Lacan dunque la rivoluzione freudiana consiste nel detronizzare l’Io, riconoscendo nell’inconscio la voce autentica dell’individuo, giacché chi parla nell’individuo non è propriamente l’Io, ma l’inconscio. Partendo dall’ “Interpretazione dei sogni”, l’inconscio è “strutturato come un linguaggio“, è “desiderio che diviene linguaggio” e l’analisi dell’inconscio, per Lacan, si pone quindi quale decifrazione strutturale di tale linguaggio. Continua a leggere…..