mercoledì 1 marzo 2017

Lavoro, nel 2016 con incentivi ridotti crollo dei nuovi posti netti: “Sono stati 82mila, il 91% in meno rispetto al 2015”

Lo scorso anno la decontribuzione voluta da Renzi per incentivare i contratti stabili è diminuita dal 100 al 40% e vale solo per due anni. Risultato: dopo il forte incremento dell'anno prima, i nuovi assunti in pianta stabile sono stati addirittura meno di quelli del 2014, quando gli sgravi non c'erano ancora. Giù anche le trasformazioni. E i licenziamenti su rapporti a tempo indeterminato sono saliti da 624mila a oltre 646mila
Venuto meno il doping dei maxi sgravi contributivi, le nuove assunzioni a tempo indeterminato sono crollate. La tendenza era evidente fin dai primi mesi del 2016 e ora lo confermano i dati Inps sull’intero anno: tra gennaio e dicembre sono stati attivati 5.803.714 nuovi rapporti di lavoro, in calo del 7,4% rispetto al 2015. Ma a crollare verticalmente, del 37,6%, sono stati soprattutto i nuovi assunti in pianta stabile: 1.264.865, non solo meno di quelli che avevano firmato il contratto nel 2015 (oltre 2 milioni) ma in calo anche rispetto agli 1.271.398 del 2014.Prendendo in considerazione anche le trasformazioni di contratti a termine in tempi indeterminati, il risultato è ancora peggiore: il saldo positivo è di circa 82mila contratti, con una flessione del 91% rispetto allo stesso dato del 2015, quando il saldo era di 933mila contratti in più. Sono infatti stati stipulati circa 1,72 milioni di contratti a tempo indeterminato, comprese le trasformazioni, a fronte di 1,64 milioni di cessazioni di rapporti stabili. La decontribuzione introdotta con la legge di Stabilità varata a fine 2014, la prima del governo Renzi, si è dunque trasformata in un boomerang: nel momento in cui l’incentivo è stato ridotto dal 100 al 40% dei contributi dovuti (e con validità di soli due anni invece dei tre garantiti nel 2015), la bolla si è sgonfiata. Continua a leggere……..