mercoledì 22 marzo 2017

L'Istat fotografa un Paese in crisi

Oltre un milione di famiglie senza lavoro, quasi un milione di donne sono l'unica fonte di reddito in altrettante famiglie. Questi due dati dell'Istat fotografano meglio di qualsiasi analisi o commento lo stato dell'economia in Italia e di conseguenza l'arretramento del Paese rispetto agli altri Paesi dell'Unione europea. L'Italia è semplicemente un Paese impoverito e arretrato, pieno di disoccupazione e con il Sud che si stacca sempre di più dalle zone più progredite. Diventa difficile stupirsi se la rabbia e il populismo hanno il sopravvento su qualsiasi ragionamento politico. Così come si capisce perfettamente perché la criminalità organizzata ha facile presa in territori dove non esiste una concreta prospettiva di lavoro e di vita dignitosa. L'instabilità politica, la crisi profonda che vive da anni il partito di maggioranza, la scarsa efficacia di riforme come il jobs act che hanno funzionato contro la disoccupazione solo quando erano legate agli incentivi fiscali, l'effetto nullo di provvedimenti fiscali come i bonus da 80 euro, sono tutti fattori che impediscono la ripresa dell'Italia che infatti arranca dietro ai Paesi europei che hanno agganciato la ripresa, compresa la Spagna. Ma l'Italia sembra refrattaria alle riforme strutturali, le sole che potrebbero rimettere in carreggiata l'economia. Uno dei temi della campagna elettorale sarà il reddito di cittadinanza, cavallo di battaglia dei grillini, o il reddito di inclusione, variante assistenziale di Renzi. Ma nessuno oserà proporre le vere riforme strutturali, quelle della sanità, della pubblica amministrazione, della scuola, della Giustizia, per cui occorrono anni di faticoso lavoro in profondità e che incidono a fondo nelle incrostazioni burocratiche e corporative del Paese. Se poi dall'economia si passa al campo dei diritti civili lo spartito non cambia. Basta pensare ai compromessi che sono stati necessari per la legge sulle unioni civili e la battaglia che aspetta la legge sul testamento biologico, già respinta dalla Chiesa. Da anni si parla di legalizzazione delle droghe leggere, anche per toglierle alla criminalità. L'intervento del magistrato anticorruzione Cantone a favore della legalizzazione ha già provocato le proteste degli ultrà del centrodestra.