sabato 18 marzo 2017

Ok del governo all'abolizione dei voucher. Camusso: "E' un grande successo"

Il Cdm cancella i buoni lavoro e reintroduce la solidarietà tra committente e appaltatore negli appalti: disinnescati i referendum della Cgil. Gentiloni: "Non c'era bisogno di dividere il Paese ora, faremo strumento per regolare lavoro occasionale". Poletti: "C'è rischio di avere più nero"
MILANO - Il Consiglio dei Ministri si è riunito in mattinata e ha approvato il decreto legge per l'abolizione dei voucher, i buoni lavoro da 10 euro lordi (7,5 euro netti) che servono per pagare le prestazioni accessorie e negli ultimi tempi avevano registrato un grande boom. Tanto da finire nel mirino della critica, come una nuova frontiera del precariato, e della Cgil, che ha ottenuto un referendum per votare la loro abolizione.Proprio sulla pressione del sindacato e delle prossime urne, il governo si è mosso verso la soluzione più drastica: dopo aver esplorato la via di strette e correttivi, l'eliminazione totale dei buoni. La soppressione partirà operativamente dal 1 gennaio 2018 per consentire l'esaurimento dei voucher già acquistati. Il governo ha inserito nel testo anche le nuove norme sugli appalti per recuperare il principio di solidarietà tra committente e appaltatore, in modo da disinnescare anche il secondo quesito referendario che era stato posto dalla Cgil.Il premier Paolo Gentiloni ha spiegato in conferenza stampa spiegando che "l'Italia non aveva certo bisogno nei prossimi mesi di una campagna elettorale su temi come questi", aggiungendo che questo era anche "l'orientamento maturato nelle ultime settimane in parlamento". Secondo il presidente del Consiglio si apre ora una "nuova stagione" e c'è l'impegno a trovare un nuovo strumento per regolare "in maniera seria" il lavoro saltuario e occasionale. I voucher erano invece "una risposta sbagliata a una esigenza giusta". Gli ha fatto eco il ministro del Lavoro, Giuliano Poletti: "Non c'era in atto nessua gara con la Cgil", anzo "ora serve una riflessione con i sindacati sul lavoro occasionale". A chi chiedeva se si possa tornare alle forme del passato di lavoro occasionale (para-subordinati e simili), il ministro ha risposto che "non guardiamo a quelle esperienze, ma fare tesoro di quello che succede nel resto d'Europa". Il ministro ha ammesso che "c'è il rischio di avere un po' di nero in più, ma le imprese devono operare secondo la legge e regolare i loro rapporti di lavoro secondo i contratti". Continua a leggere….