martedì 21 marzo 2017

Riforma penale, il magistrato antimafia Ardita: “Così il governo salva i corrotti: più impuniti, processi bloccati”

Il magistrato, autore con Davigo del libro “Giustizialisti” (prossimamente in edicola con il Fatto), critica il ddl penale. "Non si potrà più usare il trojan per i reati dei colletti bianchi in forma associata: corruzioni, peculato, truffe
Il segretario dell’Anm Francesco Minisci ieri con il Fatto ha evidenziato che nella riforma penale, approvata al Senato e tornata alla Camera, c’è un limite superiore, rispetto a quello definito dalla Cassazione, per quanto riguarda il trojan, l’intrusore informatico che permette di accendere il microfono di un computer. Il limite è stato ampliato dal governo che ha la delega per i decreti attuativi in materia di intercettazioni.Sebastiano Ardita, procuratore aggiunto a Messina, è un magistrato antimafia da sempre in prima linea. Con lui entriamo nel dettaglio per capire le conseguenze sulle indagini: “È indubbio che il governo vada molto oltre nel limitare l’utilizzo dell’intrusore informatico. La Cassazione ha delimitato l’uso per la criminalità organizzata mafiosa, terroristica e semplice, invece, nel ddl penale, l’uso del trojan si prevede esclusivamente per mafia e terrorismo, salvo che si stia compiendo un reato”. Continua a leggere…