martedì 7 marzo 2017

Scandalo rimborsi Ue, Lara Comi: "Incarico di fiducia a mia madre, errore del mio commercialista"

ROMA -  Tra i deputati europei che sono sotto accertamento da parte dell'Olaf, l'ufficio antifrode dell'Unione, per presunti abusi dei rimborsi spese come rivela l'inchiesta di Repubblica, figurano anche degli italiani, fra cui l'eurodeputata di Forza Italia Lara Comi. Eletta a Bruxelles per la prima volta nel 2009, riconfermata nel 2014, Comi si difende dalle accuse di aver assunto sua madre come assistente parlamentare: "Prima del 2009 nessun regolamento vietava l'assunzione di familiari - spiega -  e così pensai di farmi aiutare da mia mamma, professoressa di Lettere, alla quale affidai un incarico di fiducia". Nel corso del 2009, però, il regolamento cambiò, e fu introdotto il divieto di ingaggiare genitori, figli e parenti per evitare che i parlamentari si mettessero in tasca i soldi destinati ai loro collaboratori.  "Il mio commercialista pensava che avremmo avuto a disposizione un anno di transizione per scegliere un nuovo assistente - continua l'eurodeputata - ma in realtà si sbagliava. Fu un errore commesso in buona fede, che ho scoperto solo nel 2016".  A quel punto Comi accetta di restituire l'importo: "Come persona con un ruolo pubblico ho deciso di pagarne io le conseguenze: sto restituendo la somma che mi viene contestata con una detrazione prelevata direttamente dallo stipendio ogni mese. Si tratta di 126mila euro che corrispondono al compenso versato a mia madre, più le tasse".Fonti affermano che, il capogruppo del Ppe, Manfred Weber, si sia detto "sorpreso" dal caso Comi, che "non riguarda l'amministrazione del gruppo", bensì il rapporto fiduciario del singolo deputato con la direzione generale finanziaria dell'Eurocamera. Continua a leggere….