martedì 28 marzo 2017

Vitalizi dei parlamentari, l’ultimo problema di facciata degli odiatori di professione

Il Fatto Quotidiano
L’Italia è affranta da innumerevoli problemi, quali l’enorme debito pubblico, la carenza di innovazione tecnologica e di investimenti, l’obsolescenza e carenza delle infrastrutture, l’ipertrofia legislativa e della burocrazia, l’evasione fiscale diffusa, la corruzione, i furbetti (più opportuno chiamali parassiti) di vario genere, le corporazioni fortissime che inibiscono qualsiasi riforma.A giudicare però da ciò che si vede e si legge sui media e sui social, sembra che le priorità (almeno quelle percepite) siano altre e infatti, con qualche pregevole eccezione, i temi dibattuti con ferocia sono altri. Soprattutto i giornalisti, gli intrattenitori televisivi e i politici, anziché impegnarsi nel promuovere consapevolezza e opinione informata e nel mantenere aperto un dialogo costruttivo sui temi vitali, sembrano perseguire scopi del tutto personali e legati a convenienze di vario genere, dalla promozione dell’ultimo libro (magari attraverso compiacenti marchette televisive gentilmente offerte da colleghi) alla frenetica ricerca di audience e di incremento delle copie vendute, alla coltivazione di bacini elettorali ancorché disinformati o, peggio, volutamente fuorviati.Mentre il buon senso inviterebbe a mantenere alta la pressione sull’esecutivo, sui legislatori, sugli amministratori, sul potere giudiziario e sugli altri organi di controllo affinché ciascuno dei problemi venga affrontato e risolto in modo organico, non passa giorno che non risuonino invettive tese a focalizzare l’attenzione su problemi di impatto marginale che così nell’immaginario collettivo vengono eletti a causa prima, rimossa la quale tutto potrebbe andare bene.Così, per esempio, i vitalizi dei parlamentari (riformati radicalmente nel 2012, da allora la loro pensione sarà completamente contributiva) sono diventati il Problema.Ovviamente il rapporto tra attività dei parlamentari e loro retribuzione è degno di attenzione, anche se sarebbe più importante pretendere presenza costante in aula e dimostrazione di capacità nel ruolo piuttosto che non risparmi sulle indennità e sui vitalizi, ma l’attenzione parossistica al vitalizio è assolutamente sproporzionata alla dimensione del problema e agli effetti benefici della sua revisione retroattiva. Continua a leggere……