venerdì 7 aprile 2017

Bolzaneto, Strasburgo: “Italia risarcirà 6 vittime”. Impegno a predisporre corsi di diritti umani per polizia

Con l’accordo, si legge nelle decisioni della Corte, il governo afferma di aver "riconosciuto i casi di maltrattamenti simili a quelli subiti dagli interessati a Bolzaneto come anche l'assenza di leggi adeguate. E si impegna a adottare tutte le misure necessarie a garantire in futuro il rispetto di quanto stabilito dalla Convenzione europea dei diritti umani, compreso l'obbligo di condurre un’indagine efficace e l’esistenza di sanzioni penali per punire i maltrattamenti e gli atti di tortura". Pendono ancora i ricorsi di altre 59 personeCorsi di formazione specifici sul rispetto dei diritti umani per gli appartenenti alle forze dell’ordine. È uno degli impegni che il governo italiano ha sottoscritto per raggiungere un accordo amichevole con sei delle 65 persone che si sono rivolte alla Corte di Strasburgo per vedere riconosciuta la violazione dei loro diritti per quanto subirono nella caserma di Bolzaneto il 21 e 22 luglio 2001, durante il G8 di Genova. Lì dove, come scrivono i giudici della Cassazione, “fu accantonato lo stato di diritto” furono rinchiuse oltre 200 persone in tre giorni. Molte delle quali subirono violenze e abusi fisici e psicologici. L’Italia verserà a sei di loro 45mila euro ciascuno per danni morali e materiali e pagherà le spese processuali.

L’avvocato: “Tutti gli altri aspettano una pronuncia vera”
L’accordo, firmato il 14 marzo, è diventato pubblico solo oggi con una nota della Corte europea che “prende atto della risoluzione amichevole tra le parti” e stabilisce di chiudere questi casi. “Un accordo amichevole, una transazione civilista. Non è un patteggiamento che prevederebbe una ammissione di colpa – spiega al Fattoquotidiano.it l’avvocato Laura Tartarini, difensore di alcune delle vittime -. Persone che in almeno due casi hanno accettato per necessità e comunque con questo accordo non potranno più chiedere il risarcimento a un giudice civile in Italia. Tutti gli altri aspettano una pronuncia vera, una sentenza. Ricordiamo che lo Stato italiano non ha ancora introdotto il reato di tortura. Sulla questione dei corsi siamo tutti felici, ma sappiamo che gli uomini di Canterini (Reparto Mobile) avevano fatto dei corsi per prepararsi al G8″. Continua a leggere…..