giovedì 13 aprile 2017

Casaleggio e il caso Genova. “Aumentiamo i votanti certificati”

Mezzo milione di iscritti semplici, solo 120 mila “abilitati”. E si temono cordate
È da un po’ che alla Casaleggio Associati guardano sconfortati i numeri delle votazioni alle primarie online del M5S. Monza è il caso più eclatante: prima di ritirarsi, Doride Falduto era diventata la candidata sindaco con appena 20 preferenze. A Verona Alessandro Gennari ne ha racimolati ben 85. A Genova Marika Cassimatis, la vincitrice poi ripudiata da Beppe Grillo, aveva battuto Luca Pirondini 362 a 338. Un totale di 700 votanti per la quinta città per abitanti d’Italia, circa 600 mila. «Troppo pochi voti», vanno dicendo Davide Casaleggio, Beppe Grillo e chi dell’ormai mitologico Staff (scritto con la S maiuscola) ha il compito di compulsare le cifre della macchina elettorale. Nel mondo dei 5 Stelle bastano un pugno di clic per decretare se un attivista indosserà l’abito buono del deputato e cambierà la sua vita. «I voti sono così pochi perché sono pochi ad averne diritto» si ripetono i vertici da giorni, da quando, dopo Genova, si stanno scervellando su come migliorare i metodi di selezione.  Continua a leggere…