domenica 2 aprile 2017

Macelli e allevamenti: più controlli e garanzie

Una proposta di legge per inserire le telecamere nei macelli, nel rispetto della privacy dei lavoratori prevedendo multe da 5mila a 25mila euro per le aziende che rifiutano i sistemi di videosorveglianza; formare gli operatori sulle norme relative al benessere animale e una mozione che prevede l’indicazione in etichetta del tipo di allevamento, intensivo o estensivo, e consenta la tracciabilità della filiera potenziando i controlli in tutte le fasi, dal trasporto degli animali fino alle condizioni dell’allevamento.Sono queste in sintesi le proposte che il Movimento 5 Stelle sta portando avanti e che ieri ho presentato in conferenza stampa alla Camera dei Deputati, insieme ai deputati Paolo Bernini e Matteo Mantero e al parlamentare Europeo Marco Zullo.In questo pacchetto di proposte il M5S risponde a quanto più volte denunciato in Parlamento, con diverse interrogazioni, e ispezioni che hanno riscontrato degrado e illeciti negli allevamenti, documentati in diverse inchieste giornalistiche e che hanno mobilitato la società civile e l’opinione pubblica.Per questo ieri, seduti al nostro fianco, c’erano anche Giulia Innocenzi – giornalista e conduttrice della trasmissione tv “Animali come noi”, in onda il mercoledì su Rai2 – e Luca Nicotra, Responsabile in Italia di Avaaz.org che con la petizione “Fermiamo l’orrore negli allevamenti” rivolta al ministro della Salute, Lorenzin ha raccolto in poche giorni oltre 80 mila firme.
L’orrore che si consuma ogni giorno dentro allevamenti e macelli italiani non può più restare nascosto.Animali maltrattati, maiali costretti in gabbie troppo strette al punto da bere le proprie urine, ammalarsi o morire, bufale picchiate e legate dalle cui mammelle esce sangue al posto del latte, maschi di bufale che, non essendo utili per la produzione di latte, vengono ammazzati. Abusi e illeciti raccontati dalle immagini esclusive girate da Giulia Innocenzi e documentati anche dal collega Paolo Bernini che in diverse ispezioni ha potuto appurare quanto tragica sia la situazione.L’allevamento intensivo è tra le prime cause di sviluppo di batteri antiobiotico resistenti, come Salmonella o Campylobacter, che possono contagiare l’uomo e di fronte ai quali rischiamo di trovarci disarmati. A causa delle pessime condizioni igieniche e al sovraffollamento è facile che negli allevamenti si sviluppino infezioni che si trasmettono facilmente da un animale all’altro. Vista la difficoltà di isolare gli animali malati, questi vengono trattati somministrando antibiotici a tutto il gruppo. Il 71% degli antibiotici in Italia è per uso veterinario.Per tutti questi motivi Matteo Mantero, deputato 5stelle in Commissione Affari Sociali, ha presentato una mozione sull’antibiotico resistenza (già approvata alla Camera) e il collega Marco Zullo sta lavorando in Europa per far sì che l’etichettatura delle carni bovine sia davvero trasparente e informi realmente il consumatore sull’origine geografica e sul processo di produzione.Solo un cittadino informato è un cittadino in grado di scegliere liberamente e con consapevolezza.