sabato 8 aprile 2017

Steve Bannon l’ideologo di Trump e le sue inquietanti somiglianze con Aleksandr Dugin, l’ombra di Putin

Letture simili se non identiche, uguale idea di quale (preoccupante) futuro si meritino Russia e Stati Uniti. Con l’Europa destinata a ridimensionarsi. Se non a sparire
Due aquile sembrano convergere, planando nello stesso punto per condividere il dominio dell’habitat geopolitico globale: quella di mare testabianca (emblema americano dal tempo della Rivoluzione) e quella bicipite nera (poi d’oro) dell’Impero e ora della Federazione russa. Convergenza simbolica confermata da certe sequenze simmetriche: quella di Donald Trump in ufficio per uno spot nell’agosto dell’anno scorso (con una testabianca che lo becchetta e lo spaventa); e la fantasmagoria di aquile cavalcate da Vladimir Putin a torso nudo semi-palestrato (tra cui proprio una testabianca) nei tanti photoshop che invadono il Web.Una convergenza che - come in un 3D onirico - può poi far defluire le aquile, zoomare i due presidenti e fonderli nel bacio-amplesso del già celebre graffito di uno «street artist» lituano: icona tra arte e storia forse ispirata al «bacio» scultoreo di Brancusi e che va molto oltre quello tra Breznev e Honecker del pittore Dmitri Vrubel (tutto «interno» al socialismo reale). Continua a leggere…