martedì 11 aprile 2017

Svezia. Responsabile anti-terrorismo: 3mila da espellere, ma non ci si riesce

In tutto il Paese sono 50-60 mila
 "Chi non è riconosciuto come esule e vive alla macchia - aggiunge - è più sensibile alla seduzione dell'Isis. Noi a livello nazionale ed europeo non sappiamo coordinarci abbastanza, l'Isis invece li contatta online". L'attentatore di Stoccolma intanto ha confessato: "Ricevuto ordini da Isis"
10 aprile 2017
 "Solo nella Capitale sono ricercati tremila da espellere, non li troviamo. E non sappiamo combattere contro la cultura dell'odio dei quartieri-ghetto. Emergenza seria, polarizzerà il dibattito politico e può rafforzare populisti e neonazisti anche qui, il modello svedese può vincere ma è alla prova". Lo afferma in una intervista a 'Repubblica', Magnus Ranstorp, massimo esperto e responsabile della lotta al terrorismo, islamista per la Sàpo (polizia segreta), il governo e le forze armate reali svedesi. "C'è un errore sistemico - spiega Ranstorp dopo l'attentato a Stoccolma - non funzionano nè leggi e meccanismi di prevenzione a applicazione delle espulsioni, nè scambio di informazioni tra polizia, Sàpo e altre istituzioni. Nella sola Stoccolma vivono alla macchia almeno tremila esuli non riconosciuti colpiti da provvedimenti d'espulsione. In tutto il Paese sono tra 50 e 60 mila. Se anche li acciuffassimo, non avremmo spazio per una loro detenzione pre-espulsione". "Chi non è riconsociuto come esule e vive alla macchia - aggiunge - è più sensibile alla seduzione dell'Isis. Noi a livello nazionale ed europeo non sappiamo coordinarci abbastanza, l'Isis invece li contatta online". Continua a leggere……
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