mercoledì 3 maggio 2017

Appalti truccati, bufera a Terni

Ai domiciliari sindaco e assessore Pd
L’ex senatore Leopoldo Di Girolamo e Stefano Bucari (Lavori pubblici) sono accusati di aver avvantaggiato alcune coop nei bandi per vari servizi, fra cui quelli turistici della Cascata delle Marmore. La procura: «Garantito un monopolio perfetto»
Il sindaco del Comune di Terni, l’ex senatore Leopoldo Di Girolamo, e l’assessore ai Lavori pubblici, Stefano Bucari, entrambi del Pd, sono finiti ai domiciliari nell’ambito di un’inchiesta su una serie di appalti a cooperative di tipo B (quelle che si occupano dell’inserimento lavorativo di persone svantaggiate). Agli amministratori di due di esse, Sandro Corsi (Actl) e Carlo Andreucci (Alis), è stato applicato il divieto di esercizio dell’attività d’impresa per 12 mesi. Le accuse, per i quattro indagati, sono di associazione a delinquere, turbata libertà degli incanti e turbata libertà del procedimento di scelta del contraente.
I requisiti «giusti»
L’inchiesta, che il procuratore di Terni Alberto Liguori ha affidato alla Squadra mobile e al Nucleo tributario della città umbra, avrebbe accertato irregolarità negli appalti per la manutenzione del verde pubblico in città e nei camposanti, la gestione dei servizi cimiteriali, la gestione dei servizi turistici alla Cascata delle Marmore. Secondo l’accusa, tra il 2011 e il 2016 «la gestione della cosa pubblica è stata improntata all’alterazione delle regole di mercato» in modo da favorire sempre e solo determinate cooperative. Come? Da una parte frazionando le commesse allo scopo di eludere le norme comunitarie e quelle del codice degli appalti. Dall’altra richiedendo nei bandi di gara proprio quei requisiti già in possesso delle società destinate a vincere, cioè l’esistenza di «una unità operativa sul territorio» e «l’inserimento lavorativo di persone svantaggiate». Continua a leggere…….